Alla ricerca della Controsocietà

La realtà che noi chiamiamo mondo

La realtà che noi chiamiamo mondo racconta di un viaggio in bicicletta di 2.500 Km attraverso l’Iran.
Spinto dal desiderio di andare oltre le poche e spesso incomplete notizie che passano i telegiornali e le testate dei principali media, nell’estate 2016 ho deciso di attraversare e scoprire direttamente quella realtà, spinto dalla domanda che sempre più frequentemente aveva occupato i miei pensieri: cos’è la realtà che noi chiamiamo mondo?
E ponendo questa domanda alle tante persone conosciute nel viaggio ho avuto modo di scoprire il popolo più ospitale e generoso mai incontrato, sempre pronto ad aprirsi a discorsi intimi, in qualsiasi campo, con estrema rapidità e naturalità.
Tante ed estremamente variegate le risposte raccolte: chi si affida ad Allah, chi spera nella futura laicità del Paese, chi non accetta la religione perché imposizione brutale nella vita quotidiana di tutti, chi sogna un mondo senza frontiere.
Un racconto impreziosito da numerosi spunti storici, sociali e religiosi, che aiutano il lettore a comprendere meglio la realtà iraniana, e medio-orientale in genere, lontano da pregiudizi, luoghi comuni e falsi miti.

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I Giocolieri delle Bolle di Sapone

I Giocolieri delle Bolle di Sapone racconta di viaggi che incominciano non appena si varca la soglia di casa. Descrive minuziosamente luoghi e incontri con folli personaggi da ogni angolo del mondo, senza tralasciare lo sconforto che alle volte può assalire, la disperazione dell’essere soli e la vittoria di aver portato a casa un’altra giornata.
Il contesto culturale e storico dei popoli ospitanti è in primo piano al fine di offrire un quadro completo tra le moltitudini di diversità che, in fondo, ci accomunano.
I Giocolieri delle Bolle di Sapone sono in mezzo a noi e sono esattamente come tutti noi. Né più, né meno. I Giocolieri perdono la via e sono schiavi della Luna. Lei impone la direzione delle loro creazioni e quando vuole può decidere di spazzarle via, portandole nell’Ovunque.
Un viaggio fisico e interiore che parte dalle Ande dove la scia bianca della Via Lattea attraversa la volta celeste, da orizzonte a orizzonte, spina dorsale delle stelle. Il viaggio prosegue in Medio Oriente, partendo dalla Istanbul città di una moltitudine di colori, rumori e odori. Una corriera, lunga trentasei ore e millecinquecento chilometri, collega il Bosforo a Damasco e presto al Monastero Mar Musa al-Habashi. L’Estremo Oriente apre riflessioni che portano allo smarrimento della strada, l’accettazione di nuove sfide. Un incontro con i monaci del Myanmar, le fondamenta di una casa in terra cruda in Thailandia, un piccolo e isolato appezzamento di terreno in Cambogia. Il Laos scalda tra le sue curve verdi mentre la Cina rurale e inaspettata offre una pedalata lunga duemila chilometri.

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