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Se si vuole musica, è meglio farsela da soli che ascoltare le programmazioni radiofoniche. Se si vuole cibo salutare, forse è meglio coltivarselo dietro casa. Se si vuole una sana informazione, meglio non accendere la televisione.
Allo stesso modo, se si vuole un vivere migliore bisogna andare a cercarselo, perché di certo non saranno le istituzioni ufficiali a proporlo e promuoverlo. Per il loro interesse, è meglio che continuiamo a puntare ad una crescita economica che ovviamente non potrà durare all’infinito, anche il più ingenuo può comprenderne la sua insostenibilità.
Non provano alcun fastidio se siamo in costante lotta tra di noi, divisi da ideologie che richiedono assenso incondizionato, sia che come mantra si urlino slogan di un partito, sia che si urlino slogan del partito avversario. L’importante è rimanere ciechi e fedeli alla linea.
Ma se ci facciamo pungolare dal beneficio del dubbio, allora mattone dopo mattone riusciremo a smantellare il muro che ci separa da quelle indispensabili isole di resistenza, controsocietà fraterne e ribelli che operano in tutto il mondo.
È proprio di quei luoghi che sono alla ricerca; comunità di permacultura, sistemi di co-housing, intentional communities, eco-villaggi.
Di tutto questo vi racconterò attraverso un lungo viaggio in bicicletta nei prossimi dodici mesi. Partenza il 4 dicembre, seguitemi.

Prossima stazione: El Salvador.

 

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