Laos

Più tardi, quando la gente incomincia lentamente a diradarsi, si presentano tre signori con facce relativamente sommesse. Uno di loro regge tra le mani una barchetta in vimini lunga mezzo metro, contenente oli, uova sode, sacchettini di erbe aromatiche, fiori, candeline, sale e spezie.
Raggiungono la riva fino ad entrarvici quasi con i piedi. Un altro signore regge in mano un bicchierino e una bottiglietta di plastica piena di vino di riso. Incrocia il mio sguardo e capisce la mia curiosità. Mi fa cenno di avvicinarmi abbozzando un piccolo sorriso. Il terzo signore intona un canto con voce bassa e incantata, stringe nella mano destra un coltello lungo quasi quanto il mio avambraccio.
Mi viene offerto un bicchierino di vino, il canto prosegue, il coltello viene agitato in aria. Appoggiano la barchetta piena di doni in acqua dandole una piccola spinta per farle vincere la corrente iniziale della riva. A turno, bevono del vino dal piccolo bicchiere in plastica, continuano ad offrirne anche a me.
Le candeline dentro la barchetta si spengono quasi immediatamente, i tre signori smettono di bere perché svogliati. Il capo cerimonia tiene il coltello girato con la lama davanti al volto e continua con il canto. Esita solo quando vede la barchetta avvicinarsi pericolosamente a dalle rocce appuntite, a pochi metri da noi. Appena cambia rotta, riprende più infervorato di prima fino a fine canto quando, con il coltello, incide l’acqua della riva da destra a sinistra, e ritorno.

Tratto da I Giocolieri delle Bolle di Sapone

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